GAWE 2018 - Keep Your Promises, un messaggio da Kira Boe, Rappresentante della Società Civile nella Global Partnership for Education, oggi all'Università Cattolica di Milano per lanciare la Settimana della mobilitazione globale per il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030.



Cos'è la CGE

I principi ispiratori


A seguito degli impegni presi dalla comunità internazionale in occasione del Forum Mondiale di Dakar sull'Istruzione dell'aprile 2000, per il raggiungimento, entro il 2015, di un'istruzione di base di qualità obbligatoria e universale, ha assunto una grande rilevanza l'iniziativa detta "The Education for All-Fast track Initiative" (EFA-FTI) per incentivare i finanziamenti all'educazione a livello internazionale. Questa iniziativa, in particolare, impegna in primo luogo i Paesi in Via di Sviluppo a finalizzare i Piani d'azione nazionali con l'indicazione precisa di obiettivi, impegni, strategie e risorse necessarie, i Donatori a finanziare i Piani nazionali di qualità e gli Organismi internazionali ad assistere i Paesi in fase di programmazione e realizzazione dei Piani.

In tale quadro è stato attribuito dalle Nazioni Unite all'UNESCO il ruolo di coordinatore di tutti i Partner, in particolare attraverso la pubblicazione di un Rapporto mondiale annuale, la convocazione periodica di un Gruppo di Alto Livello, per mantenere elevata l'attenzione politica sull'obiettivo, e la realizzazione di riunioni tecniche per definire e rivedere di volta in volta le strategie di attuazione. A tale compito si affianca quello che l'UNESCO svolge in qualità di Agenzia specializzata nel Settore Educazione con funzione di assistenza tecnica ai Paesi, soprattutto al livello di capacity building per i Ministeri dell'Istruzione e di formazione degli insegnanti.

La Global Campaign for Education (GCE)nasce nel 2002 come un movimento composto da associazioni della società civile, educatori, insegnanti, ONG e sindacati capaci di mobilitare idee e risorse, e fare pressione sulla comunità internazionale e sui governi affinché si impegnino per il raggiungimento degli obiettivi dell'EFA.


La coalizione italiana

Dato il ruolo chiave che l'Italia è stata chiamata a ricoprire in corrispondenza della Presidenza del G8 e la Presidenza della EFA-FTI nel luglio 2009, un gruppo di organizzazioni che aderiscono alla campagna a livello internazionale, e sono presenti in Italia, hanno lanciato l'11 dicembre 2008 la coalizione italiana: Action Aid, Mani Tese, Oxfam Italia, FLC Cgil e Save the Children.
 
In una fase successiva alla costituzione formale della Coalizione italiana della GCE, la coalizione stessa si è impegnata a coinvolgere altre organizzazioni interessate e con competenza sul tema educazione, nonché partner strategici per sviluppare le attività della campagna.
 
Aderiscono alla coalizione italiana della Campagna Globale per l'Educazione (CGE):  Acra - ARCS - Children in Crisis – CBM Italia - CIFA Onlus - Cisl Scuola - FLC Cgil - Magis – Mais Ong -  Mani Tese - Oxfam Italia – Plan International -  PRO.DO.C.S. - Proteo Fare Sapere - Save the Children Italia Onlus - Sightsavers International Italia - VIS – WeWorld.


Obiettivi

Key ask per il rispetto dell’Agenda 2030

Tutti i governi devono:
  • Adempiere i loro impegni finanziari per l’istruzione, compresi gli impegni nazionali e quelli verso la GPE, gli impegni bilaterali da parte dei donatori, e gli impegni globali contenuti negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, nel Quadro d’azione per l’Educazione 2030, e nel Piano d’Azione di Addis Abeba;
  • Sviluppare piani pienamente finanziati, regolati e attuabili volti a garantire l’accesso ad una scuola della prima infanzia, primaria e secondaria che sia libera, di buona qualità e l’alfabetizzazione e l’apprendimento permanente per tutti entro il 2030. Questi piani devono rafforzare i sistemi d’istruzione pubblica, in particolare privilegiando gli investimenti in termini di qualità ed equità e rispondere alle esigenze educative delle comunità e delle regioni che soffrono di svantaggi storici;
  • piani di attuazione devono dare priorità specificamente a colmare le lacune degli insegnanti qualificati e di garantire condizioni di lavoro dignitose nonché la formazione degli insegnanti;
  • Rivedere le proposte di bilancio e la spesa per l’impatto differenziale sulle donne e sulle bambine e su altri gruppi svantaggiati (come ad esempio persone con disabilità e comunità indigene) attraverso audit di genere e di inclusione;
  • Assegnare un minimo del 6% del PIL e del 20% dei bilanci nazionali all’educazione di cui almeno il 50% deve essere dedicato all’istruzione di base1;
  • Massimizzare le entrate disponibili per gli investimenti nel settore dell’educazione e per affrontare la disuguaglianza attraverso la costruzione di apparati di tassazione domestica progressiva e ampliata, rivedere gli accordi fiscali e le royalties nel settore delle risorse naturali, e chiudere le scappatoie che consentono l’evasione fiscale e l’evasione da parte del settore privato;
  • Rapportare regolarmente e in modo trasparente i bilanci e la spesa per l’educazione, permettendo alle comunità e alla società civile di controllare in che modo viene speso il denaro pubblico;
  • Dare un ruolo formale alle organizzazioni della società civile nella pianificazione aperta e nei processi di rendicontazione a livello nazionale e a livelli sub-nazionali.
I paesi donatori devono inoltre:
  • Esporre chiari piani nazionali per fornire lo 0,7% del PIL come aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2020.
  • Impegnarsi almeno per il 15-20% di tutto l’APS all’educazione. Almeno la metà degli aiuti per l'educazione deve andare all’educazione di base;
  • Assegnare almeno il 4% degli aiuti umanitari all’educazione;
  • Concentrare gli aiuti a sostenere la realizzazione degli obiettivi di equità, concentrandosi sui paesi con i maggiori bisogni e sui gruppi a rischio di esclusione. I dati di impatto dell’APS dovrebbero essere disaggregati per mostrare l’impatto sulle comunità emarginate (comprese le persone con disabilità) e i programmi specifici finanziati per il risarcimento dell’esclusione.
Il sistema delle NU e la comunità internazionale devono:
  • Adottare nuove regole internazionali per promuovere la trasparenza fiscale globale e prevenire l'evasione fiscale. I Paesi in via di sviluppo devono avere accesso ai conti delle società multinazionali al fine di esaminare e valutare le responsabilità fiscali e garantire che le aziende paghino le tasse dovute.
  • Sostenere un Partenariato Globale per l’Educazione (GPE) rafforzato, con il mandato di finanziare e di sostenere l’Agenda 2030 per l’Educazione.
  • Fare pressione sul FMI per assicurare che usi la sua influenza sulle politiche fiscali dei paesi a basso e medio-basso reddito al fine di sostenere i paesi ad aumentare la loro imposta sul PIL, e alleggerendo il carico fiscale sui poveri.
  • Costruire un sistema umanitario più inclusivo che riconosca la necessità di un finanziamento sostenibile per fornire educazione in contesti di emergenza, comprese le emergenze croniche.
  • Invitare ad un aumento della spesa per promuovere l’equità, l’inclusione e la qualità dell’istruzione per gli studenti provenienti da gruppi emarginati, come le persone con disabilità, le comunità agricole, e i popoli indigeni.
CGE Italia - Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione - www.cge-italia.org
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